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Il ciclismo come disciplina sportiva presenta tutti i vantaggi, sia dal punto di vista della formazione fisica che da quello della formazione etica, di uno sport completo capace di unire la dimensione individuale a quella di squadra.

Ovviamente a condizione che questo avvenga in un contesto adeguato, capace cioè di garantire i necessari livelli di sicurezza e di fornire i corretti riferimenti comportamentali.

E’ questa una condizione che non sempre si ritrova nel mondo delle associazioni sportive nel quale sono poche le realtà –in particolare tra quelle di minori dimensioni- che possono contare su figure professionalmente formate e su adeguate strutture logistiche di supporto.

Uno dei motivi principali è da ricondurre ai notevoli problemi –e al carico di responsabilità- che occorre affrontare per seguire i ragazzi negli allenamenti su strada.

Di conseguenza il fornire migliori opportunità di praticare sedute di allenamento su strada, individuando percorsi a scarso traffico da attrezzare in modo specifico per renderli pienamente sicuri può rappresentare un notevole incentivo alla maturazione del settore.

Un assetto di particolare valore è quello che vede i circuiti (le lunghezze utili possono andare dai 500, poco più di una pista di atletica, ai 1500 metri) inseriti in strutture polifunzionali, così da consentire ai ragazzi che seguono diverse discipline di mantenere i contatti con il gruppo di amici nel quale sono inseriti e, come non di rado avviene, poter provare sport diversi da quello inizialmente praticato.

Un tale assetto potrebbe probabilmente favorire la formazione di associazioni più grandi e meglio strutturate (e controllate).

Alcune prime questioni:

  • Cosa serve a chi pratica o vuole far praticare lo la bicicletta sportiva a Bologna (sia agonistica che amatoriale)?

  • Vi è una domanda di strutture particolari (i.e. velodromi, circuiti da BMX)?

  • Come è strutturato il mondo delle associazioni? Quali margini di miglioramento?

  • Può il Biciplan operare per favorire le evoluzioni positive del settore, soprattutto per le pratiche giovanili?

Il Biciclab dedicato alla Bicicletta Sportiva è convocato per  Mercoledì 4 Maggio alle 20:30 presso Dynamo, la Velostazione di Bologna, via Indipendenza.

La bicicletta rappresenta il modo di trasporto urbano in assoluto più economico. Esso può pertanto garantire anche alle fasce più disagiate di popolazione livelli di mobilità adeguati alle esigenze della vita quotidiana.

A Bologna sono già attive associazioni (i.e. l’AltraBabele) che, ricondizionando biciclette fuori uso, forniscono mezzi funzionanti a prezzi più che economici. Viene anche fornita, sempre a prezzi molto accessibili, l’assistenza tecnica per le (auto)riparazioni.

Risultano esistere anche attività di insegnamento all’uso della bicicletta rivolta a persone adulte, in particolare immigrati.

Alcune prime questioni:

  • Quale è l’effettiva dimensione della domanda per tali tipologie di servizi?

  • I livelli attuali di offerta di tali servizi sono adeguati o vanno incrementati?

  • I servizi offerti sono in grado di intercettare tutta la domanda o ne va meglio pubblicizzata la conoscenza?

  • Le modalità attuali di fornitura dei servizi sono in grado di garantire la continuità operativa nel tempo e/o l’evoluzione desiderabile nei servizi offerti?

  • Come in definitiva il Biciplan può agevolare il settore?   

Il Biciclab dedicato alla Bicicletta per la mobilità sociale è convocato per  Giovedì 5 Maggio alle 17:30 presso la Sala Atelier - Urban Center Bologna

Il cicloturismo è uno dei segmenti turistici in maggiore crescita. Sempre più persone decidono di provare e vivere l’esperienza di un viaggio o una vacanza in bicicletta, da soli, in compagnia o con la famiglia al seguito.

I numeri parlano chiaro:

  • Il governo italiano ha deciso di destinare 94 milioni di euro al finanziamento di ciclovie turistiche nell’ultima legge di stabilità ;

  • Il cicloturismo, nella sola isola di Mallorca in Spagna, durante la bassa stagione genera oltre 290 milioni di euro di introiti per gli operatori turistici;

  • Nel solo Trentino, la ciclabile della valle D’Adige nel 2010 ha generato 310 mila passaggi, con una ricaduta di 950.000€ difatturato per gli operatori turistici situati lungo il percorso;

La città di Bologna è stata purtroppo esclusa dagli itinerari di lunga percorrenza Eurovelo e Bicitalia. Nonostante questo, la conformazione territoriale, la posizione strategica tra mare e montagne, il patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico, la rendono punto di sosta ideale per la scoperta del territorio a pedali.

Recuperare il terreno perduto è possibile, ma occorre creare la giusta sinergia tra gli attori del turismo, la pubblica amministrazione e gli enti di promozione: occorre che gli hotel facciano rete tra loro e con le aziende produttrici di bici, con i noleggiatori e con le associazioni e con le associazioni di categoria per fare massa critica e recuperare il tempo perduto.

Come fare a riscegliare l'interesse degli stakeholder su questo tema?

Quali sono gli strumenti per coinvolgerli e spingerli a collaborare?

Quali sono i progetti prioritari sui quali puntare per trasformare Bologna nell'hub cicloturistico regionale?

Il Biciclab dedicato al cicloturismo è convocato per  Giovedì, 21 Aprile alle 20:30 presso Dynamo, la Velostazione di via Indipendenza

La Bikenomics è una disciplina che si propone di valutare come un massiccio e diffuso utilizzo della bicicletta vada a influire sull'economia.

Nell'arco degli anni passati, diversi studi condotti in giro per il mondo hanno avuto modo di evidenziare il rapporto positivo esistente tra diffusione nell'uso della bicicletta ed economia, tanto a livello di dati macroeconomici aggregati, quanto per le attività economiche locali di vendita al dettaglio che beneficiano di un maggiore afflusso di clienti.

A livello aggregato si stima ad esempio che modificare le abitudini di mobilità dall'automobile alla bicicletta sia in grado di generare un beneficio economico pari a 110 miliardi di euro l'anno nella sola Europa, solamente per quanto riguarda le spese sanitarie evitate dall'incidentalità stradale, a cui si aggiungerebbero 24 miliardi di euro grazie alla riduzione della congestione stradale[Fonte: ECF 2013]

In Danimarca si sono spinti oltre nelle valutazioni e uno studio realizzato dalla Lund University di Copenaghen nel 2015 ha valutato come, in generale, ogni chilometro percorso in auto costi 0,15 euro, mentre la società guadagni 0,16 euro su ogni chilometro percorso in bicicletta.

Al di là dei dati aggregati, un cambio di paradigma per la mobilità può comportare grandi benefici anche per le economie locali, sia per quanto riguarda gli esercizi commerciali (basti pensare che gli stessi 10 mq davanti a un qualunque negozio allocati per il parcheggio di un'auto possono essere utilizzati per parcheggiare 8 biciclette, ovvero garantire un maggiore afflusso di persone all'esercizio interessato), sia per quanto riguarda il mercato immobiliare (un'abitazione situata in un luogo con scarso traffico veicolare – quindi con meno rumore e meno inquinamento – è maggiormente desiderabile rispetto a un'abitazione ubicata su una strada trafficata, rumorosa e puzzolente).

Questi assunti teorici sono stati dimostrati empiricamente: i negozi situati a New York tra la 23a e la 31a strada e collocati lungo una pista ciclabile hanno visto un aumento del proprio fatturato del 49%, a fronte di un aumento del fatturato medio del 3% nel resto di Manhattan [fonte: NYC Department of Transportation 2012].

A ogni aumento del grado di “camminabilità” (previsti 5 livelli possibili) nella città di Washington D.C. corrisponde un aumento medio del valore delle case di 883 $ per metro quadrato nell'area interessata [Fonte: Brookings Institution, 2012].

Allo stato attuale, numerosi studi sono stati effettuati in diverse parti del mondo per rilevare il grado di impatto sull'economia locale derivante dalla diffusione dell'uso della bicicletta o, più in generale, di forme di mobilità attiva. Purtroppo l'Italia non ha ancora avuto modo di valutare il grado di impatto derivante dal cambiamento delle abitudini di mobilità e la realizzazione del biciplan di Bologna può rappresentare l'occasione propizia per condurre uno studio in grado di valutare in modo oggettivo l'impatto sulla città derivante dall'implementazione di nuove logiche nella progettazione della mobilità in ambito cittadino.

Impatto sanitario, variazione del commercio al dettaglio, valore immobiliare, creazione di posti di lavoro e risparmio individuale sono solo alcuni degli elementi che possono essere presi in considerazione per valutare i risultati derivanti dall'implementazione di politiche che favoriscano l'uso della bicicletta e, più in generale, di forme attive di mobilità.

Alcune prime questioni:

  • Sono i dati sopra riportati adeguatamente conosciuti dai singoli operatori e/o dalle loro organizzazioni? Sono condivisi?

  • Quale è l’orientamento dei soggetti economici interessati rispetto alle prospettive della Bikenomics?

  • Quali difficoltà vedono nel far funzionare i meccanismi descritti nella realtà di Bologna?

Il Biciclab dedicato alla Bikenomics è convocato per  Martedì, 12 Aprile alle 20:30 presso la Biblioteca Lame-Malservisi in Via Marco Polo, 21/13

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